Hai mai sento la necessità di esplorarti? Di trovare delle risposte, delle risorse dentro te stesso? Di voler darti quella spinta dall’abisso per tornare a nuotare e poi surfare su tutte quelle onde che caratterizzano la nostra vita?
Ti spaventa stare da solo/a? Ti senti bloccato/a, in gabbia? Ti senti oppresso/a? Senti un’ansia sottile ma costante dentro te stesso o un panico dirompente?
Se si, allora sei nel posto giusto.

Accettiamo noi stessi o impariamo a farlo. Usciamo dalla nostra Comfort Zone e riscopriamo la forza che abbiamo.
Conosci il detto: “Siamo il peggior nemico di noi stessi”? Non c’è frase più vera.
Noi, con le nostre costruzioni mentali, qualsiasi esse siano. Noi, con l’orologio in mano per dimenarci tra un appuntamento e l’altro, tra una scadenza e l’altra, dimenticandoci però che quei secondi che passano sono attimi in meno che possiamo dedicare alla nostra vita. Noi quindi, nel nostro frenetico quotidiano che deve soddisfare necessariamente ogni aspettativa altrui. . Noi, nel nostro mancato presente.
È in quest’onda interiore che penso si abbia la necessità di rallentare, anche a costo di doversi fronteggiare con il timore di dover avanzare a passi lenti mentre tutto ciò che ci circonda procede così velocemente.
E se potessi farlo camminando, in completa autonomia e con una certa sicurezza, con piccoli Tips che ti sto per proporre, ci penseresti?
Camminare, soprattutto consapevolmente, è un’ottima strategia per riprendere contatto con se stessi, il proprio corpo, la prima anima ed i cinque sensi. Aiuta a ridare voce alla propria essenza e a rendersi consapevoli della natura circostante. Se in più lo si fa in silenzio, il beneficio è pressoché garantito, in quanto permette di acquisire una sensibilità tale da accogliere e distinguere le attività mentali ed emozionali. Il silenzio, come scrive la neurologa Imke Kirste nei suoi studi, più di qualsiasi altro suono, provoca neurogenesi. Ciò non significa necessariamente camminare da soli, ma poter e voler condividere l’esperienza con chi sapresti di poter trascorrere anche dei momenti di silenzio.
E a te dove piace camminare? Ricordati che puoi farlo ovunque: a casa, in ufficio, in montagna, al mare, in palestra, a lavoro, in città. E se ti va di vivere un’esperienza di Cammino con vista mare, seguimi nella prossime righe.
La via Francigena del Sud: 929 km da Roma a Santa Maria di Leuca, dal parco dell’Appia Antica al Cristallino Mare. Attraversa: Lazio, Campania, Basilicata e Puglia ed era utilizzata da pellegrini e crociati per raggiungere prima Roma e poi i porti per la Terra Santa.
Se anche per te il mare è pace e profuma di casa e hai 10/15 giorni a disposizione, non puoi che scegliere la tratta Bari – Santa Maria di Leuca. Un mix di paesaggio, tra arte e mare, cultura e enogastronomia.

Partenza: Basilica di San Nicola nella Città portuale di Bari. . Arrivo: Santuario di Santa Maria di Leuca (Finibus terrae).
Percorso: facile-medio.
Quando partire: tutti i mesi dell’anno ad eccezione del periodo estivo (giugno – agosto) in quanto le temperature possono essere molto alte.
Consiglio di acquistare il libro:” La Via Francigena Del Sud: itinerario culturale del Consiglio d’Europa” di Terre di Mezzo, in quanto offre per ogni singola tappa: km, altimetrie, tipologia di sentiero (sterrato, asfalto, sabbia…), fonti d’acqua disponibili lungo il percorso, strutture ospitanti con relativi recapiti telefonici, numeri d’emergenza e guardia medica, eventuali mezzi di trasporto utilizzabili.
Importante è anche acquistare sul sito ufficiale della via, la credenziale: un “passaporto” che certifica lo stato di viaggiatore lento e garantisce prezzi più bassi sia per quanto riguarda strutture ospitanti, che strutture di ristorazione e stazioni ferroviarie e autobus.
Scarpe comode da cammino già utilizzate, zaino leggero con l’essenziale, acqua (2-3 lt) al giorno in quanto spesso le fonti d’acqua indicate risultano non funzionanti, e una voglia di partire alle stelle, sono gli amici di viaggio più utili in cammino.
Cosa non può mancare nello zaino: due t-shirt e pantaloncini sportivi da poter lavare a mano e di facile asciugatura, due paia di mutande, due paia di calzini (possibilmente un po’ più alti rispetto ai fantasmini), uno/due reggiseni sportivi, un costume se la stagione lo consente, un asciugamano in microfibra, un k-way per la pioggia, cappellino per il sole comodo, crema solare (se necessario) da mettere piú volte al giorno, due bottiglie/borracce d’acqua (ca 2 Litri), del cibo facile da trasportare ed energetico, un kit di pronto soccorso (cerotti, farmaci che si utilizzano, un antidolorifico, Tachipirina, enterogermina, Compeed per vesciche), una pila se si cammina anche di sera, un coltellino svizzero e delle posate facili da portare, il caricabatterie se si intende utilizzare il cellulare (lo consiglio soprattutto se si cammina da soli), un diario (se piace scrivere) dove annotare eventuali riflessioni o ricordare ciò che succede, un pacchetto di fazzoletti, ciabatte, un sacchetto per eventuale immondizia o panni sporchi, la credenziale.
Se è la prima volta che intraprendi quest’esperienza e sei da sola/o, ti consiglio di contattare prima le strutture in cui intendi pernottare, così da essere sicura/o di avere dei riferimenti in caso di necessità. In tutte le tappe del percorso ho trovato persone ospitali, pronte ad accogliermi e che non mi hanno mai fatto sentire sola, nonostante io abbia intrapreso questo cammino in autonomia. Alcune strutture dove pernottare assolutamente consigliate: Masseria Giangrande vicino a Polignano Di Maria, Parrocchia San Giovanni Battista a Lecce con il suo Don Gerardo Ippolito e la Comunità, Bed Belvedere ad Otranto, l’Aia di San Giorgio a Vignacastrisi.
Quando svegliarsi per partire: ascoltati e cerca comunque di avere quasi tutta la giornata a disposizione per camminare, così da non doverti preoccupare del sole che sta per tramontare.
Segnaletica: presente perlopiù nel tratto salentino, da Bari a Lecce invece, essenziale è la guida che trovate sul libro. La via dovrebbe comunque essere segnata da fasce rosso e bianche in vernice o tramite adesivi, nel tratto salentino potrete trovare anche delle frecce colore giallo gestite da associazioni locali.
Lungo il percorso troverai dei punti ristoro dover poter sederti, prendere fiato mangiare e bere e fare nuove conoscenze. Presenti soprattutto nel tratto Lecce – Leuca, prima ci si deve accontentare del suolo sotto un albero.
Ti suggerisco anche di: annotare dove vuoi arrivare e quando ma anche di ascoltarti e di accogliere quello che il cammino ti offre, a costo di dover rivedere i tuoi piani.
Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.
Marcel Proust
























