Hai mai incontrato una persona con “un’energia positiva“?
Hai mai sentito parlare di “Vibrazioni“?
Ti sei mai sentito attratto o respinto da qualcuno?
Se si, oggi proveremo a scoprire cosa significa Identità Sonora.

Quante volte nella vita ti è capitato di sentire dire che ogni individuo è unico, irripetibile, inimitabile? Forse molte, forse poche, forse nessuna e va bene così. Con questa teoria proveremo a capire insieme cosa si può celare dietro queste parole.
Per comprendere ciò, partiamo dal concetto di Musica. Cos’è? Possiamo assolutamente dire che, oltre ad essere una forma artistica, è anche linguaggio universale. Musica però, è anche una forma di Intelligenza, in quanto appartiene alle possibilità dell’essere umano che spesso si lascia trascinare dal e nel ritmo. Ti è mai capitato di ascoltare una canzone e di battere a tempo i piedi o le mani? O di muovere la testa a ritmo? Musica più comunemente è anche produrre successioni strutturate di suoni semplici e/o complessi.
E Cos’è un suono? È la causa delle sensazioni acustiche, consistente in vibrazioni che eccitano l’orecchio per azione diretta sul timpano attraverso l’aria. Sono proprio queste vibrazioni sul timpano che vengono, attraverso degli ossicini della zona, trasformate in energia e portate poi tramite i nervi al cervello. Il suono quindi, diventa energia che accede ed accende, letteralmente, diversi centri del cervello: dell’ascolto, corteccia deputata all’ attenzione e alla memoria, subcorticali (zone emozionali, circuito della ricompensa, motivazione), neuroni specchio, cognizione, comunicazione, comprensione e coesione.
Ecco quindi, perché la musica ci piace: perché ci accende, e nel vero senso della parola!
Sin dall’antichità inoltre, la musica è usata per effetti benefici su: corpo, emozioni e mente. Diversi studi dimostrano come ascoltare almeno 13 minuti al giorno di canzoni che ci piacciono o di suoni che apprezziamo, riduca stress e tensione muscolare e migliori il benessere dell’individuo e qualità di vita e di sonno.
Nelle donne gravide all’ultimo trimestre, ad esempio, è consigliato invece produrre 15 minuti di canto al giorno in quanto riduce: frequenza cardiaca, problemi cardiovascolari e migliora il benessere respiratorio materno e la self-efficacy. In più, ascoltare musica in gravidanza stimola lo sviluppo cerebrale del nascituro già dall’interno dell’utero.
Questo per capire come la musica, effettivamente, possa essere una valida alleata nella quotidianità. Ma non è solo questo. E se anche noi fossimo musica?

Ogni individuo ha infatti, la propria Identità Sonora: insieme infinito di energie sonore, acustiche e di movimento che appartengono ad un soggetto e lo caratterizzano.
Questo perché? Perchè siamo strumenti musicali ambulanti con il nostro respiro, il nostro battito cardiaco, il nostro intestino, il nostro movimento rispetto a noi stessi e all’ambiente che ci circonda, le nostre interazioni, le nostre relazioni, con il nostro muoversi nel mondo accogliendo o respingendo suoni e rumori. Ciascuno di noi quindi ha un proprio timbro, un proprio ritmo, una propria intensità, un proprio periodo che scandisce con la propria personalità.
È tutto, quindi, un insieme meraviglioso di suoni ma anche di rumori. Al rumore diamo un connotato diverso, negativo delle volte, sgradevole. Ma piano piano piace, perché senza rumori e silenzio, il suono avrebbe meno importanza, meno bellezza.
Siamo quindi immersi in un gigantesco panorama sonoro di cui spesso non ci accorgiamo, ma ci imbattiamo in esso sin dalla 24esima settimana, mentre siamo ancora al sicuro nel grembo materno. L’udito infatti, non a caso, è il primo senso a prendere vita.
Il suono quindi può raccontare chi siamo, la nostra storia. Più che il suono, quindi, la vibrazione che noi produciamo, semplicemente vivendo!
Ognuno di noi dunque, ha la propria vibrazione: inimitabile ed unica.
Bè, e non tutte le canzoni ci piacciono no? Non tutte le tonalità o intensità o ritmi possono sposarsi quasi alla perfezione giusto? Ecco perché accogliamo o respingiamo energia, persone. Ecco perché alcune ci “suonano meglio”, altre meno.
E la musica ci nutre, le persone con le loro vibrazioni si influenzano.
I suoni perlopiù influenzano i nostri stati d’animo. Solitamente alla felicità corrispondono tonalità crescenti, timbri brillanti e ritmo vivace. Alla tristezza invece, tonalità basse, scale minori, tempi lenti.
La nostra Identità sonora è quindi in grado di influenzare se stessa e gli altri. Ti è capitato di alzare il tono della voce, e avere una risposta dell’interlocutore altrettanto forte?
L’Identità Sonora si basa poi su tre pilastri: plasticità ovvero la possibilità di continui rimodellamenti, risiede nell’inconscio, ha sede nella memoria non verbale.
Anche in questo caso, quindi l’ascolto di se stessi e dell’altro può essere importante, forse a maggior ragione, alla base della relazioni e della vita stessa.
Rolando Benenzon, uno dei massimo esponenti della musicoterapia, ne parla ampiamente nella sua teoria.
Sai che bella canzone ne uscirebbe se tutti fossimo in grado di suonare ed ascoltare il proprio strumento e di inserirlo nella grande orchestra della vita?
E coloro che furono visti danzare vennero giudicati pazzi da quelli che non potevano sentire al musica
F. Nietzsche